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October 07, 2026

OTTOBRE: IL MESE DELLE COMPASSIONI

C’è una cosa che Gesù ha insegnato in Giovanni 3:1-3 che è davvero straordinaria: C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. 2 Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi segni miracolosi che tu fai, se Dio non è con lui». 3 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio» Quando nasci di nuovo, diventi capace di vedere il Regno di Dio; guarda i versetti successivi, Giovanni 3:4-7 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» 5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito. 7 Non ti meravigliare se ti ho detto: "Bisogna che nasciate di nuovo". Gesù dice che bisogna nascere di nuovo perché, se uno è nato dalla carne, può vedere solo la carne; quindi bisogna nascere di nuovo, il nostro spirito deve rinascere; vediamo 2 Corinzi 4:16-18. Perciò non ci scoraggiamo; ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno. 17 Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria, 18 mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne. Come è possibile vedere le cose che non si vedono? Gli occhi della carne vedono solo ciò con cui la carne può relazionarsi, ma gli occhi dello spirito possono vedere l’invisibile. Bisogna nascere di nuovo, affinché lo spirito sia ricreato e possa vedere ciò che vede Dio; Dio vuole che viviamo da dentro a fuori, che viviamo secondo lo spirito, perché se viviamo secondo lo spirito abbiamo potere sul mondo; infatti lo spirituale controlla il fisico. Che vita che ci ha donato, una vita di GRANDE GRAZIA!! Salmo 25:6 Ricòrdati, o SIGNORE, delle tue compassioni e della tua bontà, perché sono eterne. Il termine compassioni è tradotto dall’ebraico raham, mentre il termine bontà è tradotto dall'ebraico chesed. Questi due termini sono usati in modo intercambiabile nella Bibbia per tradurre il termine “misericordie”. Chesed si riferisce alla benevolenza per alleanza, ovvero quando Dio ti dà la Sua Parola che sarà sempre benevolo verso di te. Dio sceglie di essere benevolo verso di te attraverso un’alleanza che non può infrangere, deve essere benevolo nei tuoi confronti. Tutto ciò che richiede da te è che tu rispetti l'accordo. E nell’ambito di quell’accordo, se qualcosa va storto da parte tua e hai bisogno del Suo perdono, deve concedertelo per forza. Non potrà mai dirti di NO. Ti rendi conto quanto sei benedetto? E nessuno può rovinarti ciò che ti appartiene. Non devi mai preoccuparti se qualcuno, da qualche parte, ti disprezza o fa qualcosa contro di te. Non ha importanza. In virtù della Sua benevolenza, garantita dall’alleanza, avrai sempre successo, perché Lui è con te e per te. Devi diventare audace ed entusiasta del suo amore. È questa la cosiddetta “benevolenza amorevole”, la Sua bontà, e la base della Sua fedeltà. Per spiegare il secondo termine, raham, va letto un altro versetto. Isaia 49:15 Una donna può forse dimenticare il bimbo che allatta, smettere di avere pietà del frutto delle sue viscere? Anche se le madri dimenticassero, non io dimenticherò te. Raham è la compassione più viscerale di Dio, è la compassione innata di Dio. Ha a che fare con la parola viscere o grembo. Una donna ama naturalmente il proprio figlio. Non deve pensarci, né ragionarci. È semplicemente il modo in cui funzionano gli organi del suo corpo. È semplicemente il modo in cui è stata creata da Dio. Dio ti ama e ti protegge, perché sei suo figlio. Prima ancora di ragionarci sopra, Lui ti risponde. Come una madre che ha un figlio in una casa in fiamme... non le si può impedirle di entrare. Salomone aveva ben compreso questo amore viscerale che una madre nutre per suo figlio, come dimostra il modo un cui giudicò il caso delle due donne che reclamavano lo stesso bambino come loro figlio. Quando Salomone fece portare la spada per tagliare a metà il bambino e darne una parte a una donna e una parte all'altra, la compassione viscerale della vera madre si manifestò all’istante. Voleva proteggere il bambino dalla morte, cedendolo piuttosto all’altra donna. Sapeva che un giorno si sarebbe rimesso tutto a posto. Il nostro Dio prova una compassione viscerale verso di noi. La misericordia di Dio è organica, sgorga dal Suo intimo. La misericordia innata di Dio scatta all’azione semplicemente perché sei suo figlio. Non può stare a guardarti soffrire, non può stare a guardarti cadere. Ti verrà incontro. Questo mese è il mese delle compassioni. Vedrai le misericordie e le compassioni di Dio, CHESED e RAHAM, nei tuoi confronti, nella tua vita. Giacobbe, per esempio, mentre si preparava a tornare nel suo paese, disse qualcosa nella sua preghiera a Dio in Genesi 32:10 io sono troppo piccolo per essere degno di tutta la benevolenza che hai usata e di tutta la fedeltà che hai dimostrata al tuo servo; perché quando passai questo Giordano avevo solo il mio bastone, e ora ho due schiere. Diceva: Sono venuto senza nulla, se non con un bastone in mano, ma grazie alla CHESED di Dio sono diventato grande. Le misericordie di Dio ti fanno moltiplicare. Neemia 9:19 tu, nella tua immensa misericordia, non li hai abbandonati nel deserto: la colonna di nuvola che stava su di loro non cessava di guidarli durante il giorno, lungo il loro viaggio, e la colonna di fuoco non cessava di illuminare loro il cammino da percorrere di notte La Sua misericordia si rinnova ogni mattina; se non hai ancora finito con quella di ieri, non significa che oggi non ne riceverai una nuova!!

October 01, 2026

LA PSICOLOGIA DELLE ABITUDINI SANE

Sapere che cosa è meglio per la nostra salute non significa necessariamente farlo. Possiamo sapere che fare attività fisica fa bene, che mangiare cibi nutrienti contribuisce alla nostra salute o che dormire per un certo numero di ore è importante, eppure mettere in pratica queste abitudini con costanza può essere sorprendentemente difficile. Perché? Perché per vivere una vita sana non basta sapere cosa bisogna fare. Le nostre abitudini sono influenzate dalla motivazione, dall’ambiente, dalle routine, dalle ricompense, dalle emozioni e dal modo in cui reagiamo quando incontriamo delle difficoltà. Comprendere la psicologia alla base delle abitudini sane può aiutarci a passare dal semplice sapere che cosa fare al riuscire effettivamente a farlo con costanza. PERCHÉ LE ABITUDINI SANE POSSONO ESSERE DIFFICILI Uno dei principali luoghi comuni riguardo a uno stile di vita sano è che le persone abbiano solo bisogno di più disciplina. Anche se la disciplina ha certamente la sua importanza, i nostri comportamenti quotidiani sono spesso influenzati da fattori che vanno oltre la forza di volontà. Per esempio, se gli snack poco salutari sono sempre a portata di mano, mentre per mangiare cibi sani è necessario dedicare più tempo alla preparazione, spesso sarà più facile scegliere l’opzione meno salutare. Se i tuoi impegni ti lasciano esausto ogni sera, trovare la motivazione per fare attività fisica può diventare difficile. Per questo è importante creare un ambiente che favorisca le scelte sane. Tieni a portata di mano cibi sani, tieni l’attrezzatura per fare esercizio fisico in un luogo ben visibile, imposta dei promemoria per le attività importanti e riduci gli ostacoli inutili. Quando la scelta sana diventa più semplice, essere costanti diventa più facile. LA MOTIVAZIONE È UN PUNTO DI PARTENZA, NON TUTTO IL PERCORSO La motivazione può ispirarci a iniziare, ma da sola non è sufficiente. Può essere molto alta il lunedì e misteriosamente scomparire entro il mercoledì, come dimostrano molti programmi di allenamento. Le abitudini durature si costruiscono continuando a compiere determinate azioni anche quando la motivazione è bassa. Invece di aspettarti di sentirti motivato, crea delle semplici routine. Decidi quando fare attività fisica, quando andare a dormire o quando preparare i pasti. Più ripeti un’azione con regolarità, più questa diventa familiare. Anche le piccole azioni possono creare uno slancio positivo. Invece di decidere di trasformare completamente il tuo stile di vita da un giorno all’altro, inizia con cambiamenti facili da gestire. Bevi più acqua. Fai una passeggiata ogni giorno. Aggiungi le verdure a ogni pasto. Vai a dormire un po’ prima. Piccoli miglioramenti, ripetuti con costanza, possono trasformarsi in cambiamenti significativi dello stile di vita. IL POTERE DELLE RICOMPENSE Il nostro cervello reagisce naturalmente alle ricompense. Quando un’azione produce qualcosa di positivo, siamo più propensi a ripeterla. Per questo, le abitudini sane possono diventare più facili quando le colleghiamo a esperienze positive. Potresti ascoltare il tuo podcast preferito mentre cammini, ascoltare la musica durante l'allenamento oppure prenderti un momento per apprezzare la sensazione di energia che provi dopo aver fatto attività fisica. La ricompensa non deve essere necessariamente qualcosa di straordinario. Riconoscere i tuoi progressi può rafforzare il comportamento e far percepire le azioni salutari non come una punizione, ma come qualcosa che apprezzi veramente. GLI INSUCCESSI NON SONO UN FALLIMENTO Un altro aspetto importante nel formarsi abitudini sane è imparare a gestire gli insuccessi. Potresti saltare un allenamento, mangiare più di quanto avevi programmato, andare a dormire troppo tardi oppure abbandonare la tua routine per alcuni giorni. Questo non significa che hai fallito. Il pericolo è adottare una mentalità del tipo o “tutto o niente”: “Ho già sbagliato, quindi non ha più senso continuare”. Invece, considera gli insuccessi come informazioni utili. Chiediti che cosa è successo, che cosa ha reso difficile mantenere quell’abitudine e che cosa puoi cambiare la prossima volta. Essere costanti non significa fare tutto in modo perfetto. Significa tornare all’abitudine. In conclusione, le abitudini sane non si costruiscono attraverso la perfezione, una motivazione improvvisa o cambiamenti drastici. Si sviluppano attraverso piccole azioni, ambienti favorevoli, ricompense significative, routine costanti e la volontà di ricominciare dopo gli insuccessi. L’obiettivo non è diventare perfetti da un giorno all’altro. L’obiettivo è fare scelte più sane più spesso e creare gradualmente uno stile di vita che favorisca il nostro benessere generale. Quindi, inizia con dei piccoli passi. Rendi più facile la scelta sana. Festeggia i tuoi progressi. E quando commetti un errore, ricomincia semplicemente da capo. La tua salute è determinata non solo dalle scelte che fai occasionalmente, ma dalle abitudini che pratichi con costanza. Se questo articolo ti ha ispirato, metti “Mi piace”, lascia un commento e condividilo con qualcuno che ha bisogno di un po’ di incoraggiamento per costruire abitudini più sane. Non puoi sapere quanto la tua condivisione potrebbe influenzare positivamente la vita di qualcuno.

September 19, 2026

FATE FRUTTARE FINCHÉ NON TORNI

Vangelo secondo San Luca al capitolo 19 Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città. Un uomo, di nome Zaccheo, il quale era capo dei pubblicani ed era ricco... Era il capo dei pubblicani, quindi Zaccheo non era uno qualsiasi, era il capo dei pubblicani; era un personaggio di spicco, e poi la Bibbia dice «ed era ricco»: che affermazione sorprendente! Zaccheo era il capo dei pubblicani ed era ricco. Luca 19:3 cercava di vedere chi era Gesù, ma non poteva a motivo della folla, perché era piccolo di statura. Non era un uomo alto, quindi con tutta quella gente intorno a Gesù gli era difficile vederlo. Era ricco, di bassa statura e cercava di vedere Gesù; aveva sentito parlare di Gesù ma non sapeva chi fosse e voleva vederlo... Luca 19:4-5 Allora, per vederlo, corse avanti e salì sopra un sicomoro, perché egli doveva passare per quella via. Quando Gesù giunse in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: «Zaccheo, scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa tua». Cosa potrà mai essere successo a quest’uomo che desiderava così tanto vedere Gesù e a cui non importava nulla della sua reputazione, di tutta la sua ricchezza (era un uomo ricco), al punto da arrampicarsi su un albero; era un uomo robusto ma di bassa statura, aveva un sacco di soldi, eppure si arrampica su un albero come se nulla fosse, perché vuole in tutti i modi vedere Gesù. E il Maestro se ne accorge e dice: «Zaccheo, scendi, oggi verrò a casa tua», wow! È davvero interessante. Zaccheo non si immaginava di ricevere Gesù in casa sua... ma il Maestro è così.. A Lui piace sorprenderci. Luca 19:6-10 Egli si affrettò a scendere e lo accolse con gioia. Veduto questo, tutti mormoravano, dicendo: «È andato ad alloggiare in casa di un peccatore!» Ma Zaccheo si fece avanti e disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo». Gesù gli disse: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche questo è figlio di Abraamo; perché il Figlio dell'uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto». Aveva già dato metà dei suoi beni ai poveri ed era ancora ricco: chi dona non perde mai. Mi piace questa parte: nonostante tutto ciò che aveva detto a Gesù, non aveva ancora ricevuto la salvezza. Luca 19:9 E Gesù gli disse: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche lui è figlio di Abramo». Il Maestro si trovava a casa di Zaccheo, e Zaccheo gli stava raccontando tutte le cose buone che aveva fatto, eppure, nonostante tutto ciò, non aveva la salvezza; Gesù disse: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche lui è figlio di Abramo», era un vero ebreo. Luca 19:10 Il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto... È bellissimo, ma prima di addentrarci nel nocciolo della questione, ci sono molte cose interessanti da notare! Quell’uomo non aveva la salvezza; non poteva comprarla con i suoi soldi, né con tutte le buone azioni che compieva, aveva dato metà dei suoi beni ai poveri, e si trattava di una grande quantità di beni, perché stiamo parlando di un uomo ricco che era ancora ricco dopo aver dato via la metà dei suoi beni, ma nonostante questo non aveva ancora ottenuto la salvezza; e dice altro ancora: «E se ho sottratto qualcosa a qualcuno con false accuse, gli restituirò quattro volte tanto», ma nemmeno questo bastava a salvarlo. Sapete, a volte abbiamo un amico, un parente o qualcuno che è molto gentile o molto buono: contribuisce alla società, aiuta a costruire le fermate degli autobus, realizza centri urbani, aiuta a costruire chiese, costruisce moschee, è gentile con tutti; eppure la Parola di Dio afferma chiaramente che tutto questo non gli garantirà la salvezza. Non fatevi illusioni: la bontà dell’uomo non basta. Troviamo un caso simile nel libro degli Atti 10: Cornelio, il centurione romano, ricevette la visita dell’angelo del Signore che gli disse «Dio non solo ha ascoltato le tue preghiere, ma ha visto anche le elemosine che hai fatto ai poveri: sono tutte state registrate in cielo», poi gli disse: «Manda degli uomini a Giaffa per cercare Simon Pietro, affinché venga a dirti le parole mediante le quali sarai salvato». Dio aveva bisogno che Simon Pietro venisse a condividere con lui le parole che lo conducessero alla salvezza. Quanto è importante il Vangelo! La salvezza non si può acquistare. Luca 19:11 Mentre essi ascoltavano queste cose, Gesù aggiunse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi credevano che il regno di Dio stesse per manifestarsi immediatamente. Pensavano che il regno di Dio si sarebbe manifestato immediatamente; Gesù aveva appena detto una cosa a un uomo ricco di cui loro diffidavano; ecco la storia dal versetto 12 Luca 19:12-16 Disse dunque: Un uomo nobile se ne andò in un paese lontano per ricevere l'investitura di un regno e poi tornare. Chiamati a sé dieci suoi servi, diede loro dieci mine e disse loro: "Fatele fruttare fino al mio ritorno". Or i suoi concittadini lo odiavano e gli mandarono dietro degli ambasciatori per dire: "Non vogliamo che costui regni su di noi". Quando egli fu tornato, dopo aver ricevuto l'investitura del regno, fece venire quei servi ai quali aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ognuno avesse guadagnato mettendolo a frutto. Si presentò il primo e disse: "Signore, la tua mina ne ha fruttate altre dieci". Quindi Dio non è contrario al profitto; questo era un grande profitto: “una mina ne ha fruttate dieci”, è davvero molto. Pensateci: se una mina ne avesse fruttata un’altra, sarebbe stato un profitto del cento per cento, ma la sua ne ha fruttate dieci. Luca 19:17 Il re gli disse: "Va bene, servo buono; poiché sei stato fedele nelle minime cose, abbi potere su dieci città". Pensavo che avrebbe dovuto dirgli: «se una mina l'hai fatta fruttare dieci volte tanto, è segno che sei stato troppo avido», invece non disse così; lo descrisse come un servo fedele, lo definì un «buon affare», gli disse quindi «avrai autorità su dieci città», non «avrai autorità su dieci mine»; quando quel tizio faceva affari con quella mina che gli era stata data, e ne ottenne altre dieci, non s'immaginava certo che avrebbe ricevuto delle città in cambio. Luca 19:18-19 Poi venne il secondo, dicendo: "La tua mina, Signore, ha fruttato cinque mine". Egli disse anche a questo: "E tu sii a capo di cinque città". E il secondo si avvicinò, dicendo: «Signore, la tua mina ha fruttato cinque mine». Anche questa è una cifra notevole: è inferiore alla prima, ma è comunque notevole. È straordinario! Quest’uomo ha guadagnato il cinquecento per cento. Il primo aveva guadagnato il mille per cento, il secondo il cinquecento per cento. E disse anche a lui: «Sii a capo di cinque città». Gli vengono assegnate delle città! Luca 19:20-28 Poi ne venne un altro che disse: "Signore, ecco la tua mina che ho tenuta nascosta in un fazzoletto, perché ho avuto paura di te che sei un uomo duro; tu prendi quello che non hai depositato e mieti quello che non hai seminato". Il re gli disse: "Dalle tue parole ti giudicherò, servo malvagio! Tu sapevi che io sono un uomo duro, che prendo quello che non ho depositato e mieto quello che non ho seminato; perché non hai messo il mio denaro in banca, e io, al mio ritorno, lo avrei riscosso con l'interesse?" Poi disse a coloro che erano presenti: "Toglietegli la mina e datela a colui che ha dieci mine". Essi gli dissero: "Signore, ma egli ha già dieci mine!" "Io vi dico che a chiunque ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E questi miei nemici che non volevano che io regnassi su di loro, conduceteli qui e uccideteli in mia presenza". Dette queste cose, Gesù andava avanti, salendo a Gerusalemme. Quindi qualsiasi banca che non dia interessi è una banca non buona, perché Dio si aspetta che la banca dia gli interessi. Questo era il minimo che quell'ultimo servo potesse fare, e comunque non lo fece, e si tenne la mina per sé. Che storia! Egli disse: Fatale fruttare fino al mio ritorno, disse: «Voglio che facciate affari, che facciate profitti, finché io non torni». Per chi vanno fatti profitti? Per conto del padrone, che è andato a ricevere l'investitura di un regno; e che ritorna, ovviamente, avendo ottenuto un grande regno con delle splendide città. Sapevate che un giorno Gesù tornerà in questo mondo? Lo sapevate? Vi rendete conto che la Bibbia dice che Gesù regnerà in questo mondo e che noi regneremo con Lui? Regneremo con Gesù per mille anni; non vedete l’ora che arrivi quel momento? Ci ha detto esattamente cosa fare: nel versetto 13 dice “fatele fruttare, finché io non torni”, significa “tenetevi occupati”, occupatevi di generare profitti finché io non torni; se vi ha dato un’anima, un amico, conquistatene altre dieci! Fate di più, conquistate di più, massimizzate tutto ciò che vi ha dato perché sta per tornare e cercherà coloro che hanno dimostrato vera leadership; se non avete dimostrato leadership in questa epoca, non sarete leader nella prossima. Ciò che quei due servi fedeli hanno dimostrato era stata proprio la leadership e ricordatevi che si trattava di un ambiente ostile: alla gente non piaceva il proprio capo, dicevano: «Non vogliamo che quest’uomo regni su di noi». Quindi, in quel tipo di ambiente ostile, il padrone esigeva che facessero affari, che parlassero e si identificassero con lui; non era una cosa facile, ma lo fecero lo stesso: ecco perché diede loro delle città, perché in mezzo a un popolo ostile lo difesero e ottennero profitti laddove era difficile identificarsi con lui; la Bibbia dice: «I concittadini lo odiavano», e quando ritorna, dona loro delle città. Ecco cosa significa schierarsi dalla parte di Gesù Cristo; un giorno sarai felice di averlo fatto, ma se non vinci anime adesso, non li vincerai nemmeno allora, non li avrai con te, non sarai posto a capo di nessuno; devi dimostrare qualità di leadership, e la leadership nella casa di Dio non è un qualcosa che ti piove addosso; no, ci sono cose che dovrai affrontare, dovrai imparare ad affrontare opposizioni, superare problemi, prove, difficoltà. Prima di tutto si impara ad essere dei soldati, e nessun soldato combatte per se stesso; finché combatti solo per te stesso non sei un soldato; ogni soldato combatte per il proprio paese; se combatti solo per te stesso, combatti per la tua gioia, per la tua pace, per la tua felicità, allora non sei un soldato, ti occupi di questioni civili, e non sei un soldato; quando vieni a Cristo diventi un soldato, secondo ciò che dice la Bibbia. Ci sono molte difficoltà nelle nazioni del mondo, specialmente negli ultimi tempi, in quanto è in corso una guerra contro la «libertà di parola»; la libertà di parola è minacciata costantemente, in quanto censurata dalle varie leggi pretenziose che sono in vigore in diversi paesi. Ester 3:13 Furono mandate delle lettere per mezzo di corrieri in tutte le province del re perché si distruggessero, si uccidessero, si sterminassero tutti i Giudei, giovani e vecchi, bambini e donne, in un medesimo giorno, il tredici del dodicesimo mese, cioè il mese di Adar, e si abbandonassero al saccheggio i loro beni. Furono inviati dispacci tramite messaggeri veloci in tutte le province dell’impero, con l’ordine che tutti gli ebrei — giovani e anziani, comprese donne e bambini — venissero uccisi, massacrati e annientati in un unico giorno. Questo era previsto per il 7 marzo dell’anno successivo. I beni degli ebrei sarebbero stati dati a coloro che li avrebbero uccisi. C’era in gioco quindi un incentivo non da poco: uccidete quanti più ebrei possibile e impadronitevi dei loro beni! tutti gli ebrei dovevano essere uccisi in quello stesso giorno: si trattava di un editto reale! Se foste stati ebrei a quel tempo, cosa avreste pensato? Cosa avreste fatto? Si trattava di una legge: in un giorno ben preciso dovevano essere tutti uccisi, perché qualcuno aveva riferito al re false accuse contro di loro al re. E così accadde che in quel periodo una donna ebrea di nome Ester fosse regina di quel paese; si trovava a palazzo, era la moglie del re, proprio quel re che aveva emanato l’editto; e lei non sapeva cosa stesse succedendo, non ne aveva la minima idea. Suo zio Mardocheo le aveva mandato un messaggio, per dirle cosa stava succedendo; era così addolorato da quanto stava accadendo, che la Bibbia dice che si stracciò le vesti e si cosparse il capo di cenere, e rifiutava di mangiare; stava alla porta del re; alcune persone lo videro, lo riconobbero e mandarono un messaggio a sua nipote Ester dicendo: «Tuo zio sembra impazzito, sta alla porta, si è stracciato le vesti e si è cosparso di cenere, che gli sta succedendo?» ed Ester raccolse in fretta alcuni vestiti e mandò il suo servitore a portarglieli e a procurargli del cibo, ma lui disse: «No, non sai cosa sta succedendo?» e lei chiese: «Che cosa c’è? Che sta succedendo?», allora lui le mandò un messaggio per farle sapere cosa stava accadendo, e lei disse: «Beh, se è questo ciò che sta succedendo, cosa posso farci? non vengo invitata a vedere il re ormai da trenta giorni», allora lo zio disse: «Se in questo momento rimani in silenzio, Dio manderà aiuto agli ebrei da qualche altra parte, ma non pensare di poterti salvare solo perché sei nel palazzo, non te la caverai». Lei ci rifletté, e al capitolo 4 del libro di Ester, a partire dal versetto 16 leggiamo (Ester 4:16 NLT): «Allora Ester inviò questa risposta a Mardocheo: Andate a radunare tutti gli ebrei di Susa e digiunate per me. Non mangiate né bevete per tre giorni, né di notte né di giorno. Io e le mie ancelle faremo lo stesso. E poi, anche se è contro la legge, entrerò dal re. E se devo morire, morirò». Vigeva infatti una legge secondo cui, chi si fosse presentato alla presenza del re senza essere stato invitato, sarebbe stato giustiziato. Eppure Ester decise di andare ugualmente dal re e disse: «Digiunate e pregate». Così dice la Bibbia (Ester 4:17 NLT): «Mardocheo se ne andò e fece tutto ciò che Ester gli aveva ordinato». Informò l’intera comunità ebraica, e tutti digiunarono e pregarono. Quando vi trovate di fronte a una situazione che definite grave, se perdete il diritto alla libertà di parola nel vostro paese, ciò comporterà gravi conseguenze; vi dicono che si tratta di una legge contro l’incitamento all’odio, ma in realtà non è affatto una legge contro l’incitamento all’odio, è una legge contro ciò che loro odiano. Dovete comprendere l’uso del linguaggio, capire le loro intenzioni. Non ignoriamo le astuzie di Satana; la Bibbia ci dice che Dio ci ha dato saggezza. Gli ebrei si trovavano in una situazione che richiedeva una mossa disperata: bisognava fare qualcosa. Leggiamo in (Isaia 38:1-2 NLT) 1... In quel periodo Ezechia si ammalò gravemente, e il profeta Isaia, figlio di Amoz, andò a fargli visita. Egli trasmise al re questo messaggio: «Così dice il Signore: “Metti in ordine la tua casa, perché stai per morire. Non guarirai da questa malattia”». 2.. Quando Ezechia udì queste parole, volse il volto verso il muro e pregò il Signore. Era una condanna a morte da parte di Dio: era già malato e ora Dio gli diceva «metti in ordine la tua casa, stai per morire, non guarirai da questa malattia»; ora la Bibbia dice che quando Ezechia udì queste parole, volse il volto verso il muro e pregò Dio, il che significa che si allontanò da tutti gli altri, si allontanò dalle sue circostanze, si allontanò da ogni cosa e disse: «Ecco, ora devo pregare!» (Isaia 38:3 NLT) «Ricordati, o Signore, di come ti sono sempre stato fedele e ti ho servito con dedizione, facendo sempre ciò che ti è gradito». Poi si lasciò andare e pianse amaramente. Prese sul serio la parola di Dio e si voltò verso il muro: tutte le distrazioni dovevano sparire. (Isaia 38:4-5 NLT) 4 Allora il Signore rivolse questa parola a Isaia: 5 «Torna da Ezechia e digli: “Così dice il Signore, il Dio del tuo antenato Davide: Ho ascoltato la tua preghiera e ho visto le tue lacrime. Aggiungerò quindici anni alla tua vita. A Dio importavano le lacrime? Sì! Gli era appena stato detto che sarebbe morto, eppure, proprio per aver agito nel modo giusto, Dio gli concede altri quindici anni di vita! Ecco perché stava piangendo. (Isaia 38:9-17) 9 Scritto di Ezechia, re di Giuda, in occasione della sua malattia e della guarigione dal suo male. 10 Io dicevo: «Al declino dei miei giorni devo andarmene alle porte del soggiorno dei morti; io sono privato del resto dei miei anni!» 11 Io dicevo: «Non vedrò più il SIGNORE, il SIGNORE, sulla terra dei viventi; fra gli abitanti del mondo dei trapassati, non vedrò più nessun uomo. 12 La mia abitazione è divelta e portata via lontano da me, come una tenda di pastore. Io ho arrotolato la mia vita, come fa il tessitore; egli mi taglia via dalla trama; dal giorno alla notte tu mi avrai finito. 13 Io speravo fino al mattino... ma come un leone, egli mi spezzava tutte le ossa; dal giorno alla notte tu mi avrai finito. 14 Io stridevo come la rondine, come la gru, io gemevo come la colomba: i miei occhi erano stanchi di guardare in alto. Signore, mi si fa violenza; sii tu il mio garante». 15 Che dirò? Egli mi ha parlato ed egli l'ha fatto; io camminerò con umiltà durante i miei anni, ricordando l'amarezza della mia anima. 16 Signore, mediante queste cose si vive e in tutte queste cose sta la vita del mio spirito; guariscimi dunque e rendimi la vita! 17 Ecco, è per la mia pace che io ho avuto grande amarezza; ma tu, nel tuo amore, mi hai liberato dalla fossa della decomposizione, perché ti sei gettato dietro alle spalle tutti i miei peccati. È interessante notare che egli prega Dio e grida a Dio, e poi inizia a lodarlo in quella situazione. (Isaia 38:18-20) 18.. Poiché non è il soggiorno dei morti che possa lodarti, non è la morte che ti possa celebrare; quelli che scendono nella tomba non possono più sperare nella tua fedeltà. 19 Il vivente, il vivente è quello che ti loda, come faccio io quest'oggi; il padre farà conoscere ai suoi figli la tua fedeltà. 20 Il SIGNORE mi salva! Suoneremo melodie, tutti i giorni della nostra vita, nella casa del SIGNORE. Gloria a Dio!! Ebrei 5:7 parlando di Gesù Nei giorni della sua carne, con alte grida e con lacrime, egli offrì preghiere e suppliche a colui che poteva salvarlo dalla morte ed è stato esaudito per la sua pietà. C'è una preghiera che fai dal profondo del tuo cuore, alla quale tutta la tua anima si unisce, una preghiera in cui riversi la tua anima Romani 8:26 Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili. Lo Spirito intercede per noi quando preghiamo con intensità e in quel momento non sappiamo cosa dire o chiedere. È importante conoscere la volontà di Dio e pregare secondo la Sua volontà. Romani 8:27-28 27e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio. 28 Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. Isaia 43:25-26 25 Io, io, sono colui che per amore di me stesso cancello le tue trasgressioni e non mi ricorderò più dei tuoi peccati. 26 Risveglia la mia memoria, discutiamo assieme, parla tu stesso per giustificarti! Dio ci invita a discutere con Lui come in tribunale. (Giacomo 5:16 AMPC) Confessate quindi gli uni agli altri le vostre colpe (i vostri errori, i vostri passi falsi, le vostre offese, i vostri peccati) e pregate [anche] gli uni per gli altri, affinché possiate essere guariti e riportati [a uno stato d’animo e di cuore spirituale]. La preghiera fervente (sincera, costante) di un uomo giusto sprigiona un potere straordinario [dinamico nella sua azione].

September 15, 2026

DIFENDERE LA LIBERTÀ DI PAROLA CON LE ARMI DELLA FEDE

Satana sta tentando di ostacolare la diffusione del Vangelo di Gesù Cristo in tutti i modi e quando sentite parlare di “discorsi d’odio”, in realtà non sono volti a proteggere qualcuno, ma è solo un sotterfugio; ciò che cercano di fare è ingannare e dare l’impressione di essere interessati a proteggere la mente dei giovani. Parlano sempre di disinformazione, come quando hanno fallito con la debacle del COVID, così continuano ad accusare gli altri di disinformazione, ma sono loro i maestri dell’inganno. Sono motivati e ispirati dal diavolo, che ne siano consapevoli o meno, ma noi non siamo vittime, siamo vincitori. E la Chiesa di Gesù Cristo deve essere compresa meglio per quanto riguarda ciò che siamo realmente; non sanno chi siamo e ci sono molti cristiani che non sanno chi siamo veramente, molti non sanno chi sia Gesù. Abbiamo il compito di decretare, e mettere fine alla stoltezza dimostrata da alcuni. Isaia 10:1-2 Guai a quelli che fanno decreti iniqui e a quelli che mettono per iscritto sentenze ingiuste, per negare giustizia ai deboli, per spogliare del loro diritto i poveri del mio popolo, per far delle vedove la loro preda e degli orfani il loro bottino! La traduzione CJB, nella parte finale è leggermente diversa Isaia 10:1-2 CJB - 1. Guai a coloro che emanano decreti ingiusti e redigono leggi oppressive, per privare i bisognosi della giustizia e spogliare i poveri del mio popolo dei loro diritti, saccheggiando le vedove e depredando gli orfani. Coloro che sono responsabili della stesura di leggi oppressive sono sotto la maledizione delle Scritture. Quindi ci sono leggi ingiuste. Non dobbiamo stare con le mani in mano e comportarci da vittime; Gesù ci ha dato la vittoria, una vittoria assoluta, e quando diciamo che le nazioni non sono in vendita, lo diciamo sul serio! Quando preghiamo secondo le Scritture, preghiamo secondo la volontà di Dio. Dobbiamo interessarci a ciò che accade nel mondo. Forse vivete in pace nella vostra città, nella vostra regione, nel vostro paese, ma se non prestate attenzione alle sofferenze e alle difficoltà che altri stanno affrontando lontano da voi, queste potrebbero presto arrivare anche a voi. Quindi non chiudiamo gli occhi e le orecchie di fronte alla sofferenza degli altri; Dio si aspetta che facciano qualcosa! In Esodo 6:6 Perciò, di' ai figli d'Israele: "Io sono il SIGNORE; quindi vi sottrarrò ai duri lavori di cui vi gravano gli Egiziani, vi libererò dalla loro schiavitù e vi salverò con braccio steso e con grandi atti di giudizio. A Dio non piace quando il Suo popolo viene oppresso da uomini malvagi; è sempre questo il motivo per cui vengono emanate leggi ingiuste. Dalle Scritture (Isaia 10:1-2) possiamo vedere che il loro scopo è quello di frodare il popolo, di fare ingiustizia e depredarli, ecco il perché del termine «cleptocrazia». A Dio questo non piace, perciò in Esodo 6:6-8 dice ai Suoi figli: Perciò, di' ai figli d'Israele: "Io sono il SIGNORE; quindi vi sottrarrò ai duri lavori di cui vi gravano gli Egiziani, vi libererò dalla loro schiavitù e vi salverò con braccio steso e con grandi atti di giudizio. Vi prenderò come mio popolo, sarò vostro Dio e voi conoscerete che io sono il SIGNORE, il vostro Dio, che vi sottrae ai duri lavori impostivi dagli Egiziani. Vi farò entrare nel paese che giurai di dare ad Abraamo, a Isacco e a Giacobbe. Io ve lo darò in possesso; io sono il SIGNORE" Dio dice: «Vi farò uscire»; in Cristo Gesù, lo ha già fatto, ecco perché ci ha detto: «Voi siete una generazione eletta, un sacerdozio regale, una nazione santa, un popolo a me consacrato». Bisogna capire che la “terra promessa” ha una dimensione sia fisica che spirituale. Da un lato c’è una terra fisica per la discendenza fisica di Abramo e, dall’altro una connotazione spirituale per la discendenza spirituale di Abramo. La Bibbia dice che tutte le promesse fatte ad Abramo erano in realtà rivolte a Gesù, al Cristo; e così afferma che se appartenete a Cristo, allora siete la discendenza di Abramo ed eredi secondo la promessa; pertanto, nella mente di Dio, ci ha già condotti in quella terra, in quel luogo, in Cristo, che è la nostra eredità. Dobbiamo imparare a fare uso di ciò che ci appartiene. In Ebrei 11:1-3 dice la Bibbia: Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono. Infatti, per essa fu resa buona testimonianza agli antichi. Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti. Dice che per fede comprendiamo che i mondi (Aions, le varie epoche) sono stati formati dalla rhema di Dio. Non importava quali fossero le loro circostanze, hanno creato la vita che volevano vivere, hanno creato la loro epoca attraverso la rhema di Dio; avevano la parola di Dio sulle labbra e decretavano come volevano che fosse la loro epoca, e così è stato; non sembrava così, non lo era, ma l’hanno creata e si è trasformata in ciò che desideravano. Potete creare una cosa come deve essere, partendo dalla situazione come è in questo momento, abbiamo il potere, abbiamo l’autorità e possiamo farlo, e faremmo meglio a farlo, perché se non si interviene, le cose non faranno che peggiorare; cosa direte quando Gesù tornerà?? direte forse: «Beh, sai Signore, era così difficile, non potevamo farci nulla», ma la Sua parola ci dice che «possiamo!» dobbiamo strappare le nostre nazioni dalla presa del diavolo!! In qualsiasi paese in cui ci siano leggi ingiuste, non restate in silenzio, dovete agire! È facile riconoscere una legge ingiusta perché non fa bene alle persone, è distruttiva, va sempre contro la libertà personale e la libertà di parola. Non potete semplicemente stare seduti e dire “quel che sarà, sarà”, altrimenti qualunque cosa sarà, di sicuro sarà molto difficile. Il motivo per cui oggi siamo in grado di predicare il Vangelo è perché altri prima di noi hanno fatto qualcosa, hanno combattuto la battaglia della fede e ci hanno consegnato la libertà di predicare il Vangelo; non possiamo perderla, non dobbiamo perderla. Leggiamo Ebrei 11:30 Per fede caddero le mura di Gerico dopo che gli Israeliti vi ebbero girato attorno per sette giorni. Ogni volta che leggete storie dell’Antico Testamento, cercate sempre chiarimenti nel Nuovo Testamento; qui ci viene detto che fu per fede che caddero le mura di Gerico, non perché le circondarono sette volte. Esodo 2:13-15 Il giorno seguente uscì, vide due Ebrei che litigavano e disse a quello che aveva torto: «Perché percuoti il tuo compagno?» Quello rispose: «Chi ti ha costituito principe e giudice sopra di noi? Vuoi forse uccidermi come uccidesti l'Egiziano?» Allora Mosè ebbe paura e disse: «Certo la cosa è nota». Quando il faraone udì il fatto, cercò di uccidere Mosè, ma Mosè fuggì dalla presenza del faraone, e si fermò nel paese di Madian e si mise seduto presso un pozzo. Di cosa aveva paura Mosè? Mosè non temeva che il Faraone lo uccidesse. Ebrei 11:27 Per fede abbandonò l'Egitto, senza temere la collera del re, perché rimase costante, come se vedesse colui che è invisibile. Mosè non aveva paura del Faraone, né stava cercando di fuggire da lui. Una domanda che dovremmo porci è questa: quando Mosè capì di essere ebreo, perché non se ne andò immediatamente? Beh, perché pensava di poter sfruttare la sua posizione, poiché la Bibbia dice che sapeva di essere ebreo; era quindi un problema di reputazione, ma poi imparò a non cedere. La paura di ciò che pensano gli altri può essere un problema; la paura di perdere la propria reputazione può rallentarti, perché non vuoi agire. Mosè disse: «Questa cosa è nota», Quale “cosa” era nota? Non la morte del soldato, poiché c’era chi lo aveva visto ucciderlo, ma il fatto che sapevano che fosse ebreo e che pensassero che volesse approfittare della sua posizione per liberare gli Israeliti (Ebrei 11:27). Ebrei 11:32 Che dirò di più? Poiché il tempo mi mancherebbe per raccontare di Gedeone, Barac, Sansone, Iefte, Davide, Samuele e dei profeti 33 i quali per fede conquistarono regni, praticarono la giustizia, ottennero l'adempimento di promesse, chiusero le fauci dei leoni Per amore del Vangelo di Gesù Cristo, agite! Fratelli e sorelle in Cristo, nel cristianesimo dobbiamo imparare a pregare e a pregare con fervore; non si possono cambiare le cose semplicemente parlandone o discutendone, desiderando che cambino o comportandosi in modo gentile: Satana non ha alcun rispetto per la vostra gentilezza, dovete essere forti interiormente. 2 Corinzi 10:3-6 In realtà, sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo la carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo; e siamo pronti a punire ogni disubbidienza, quando la vostra ubbidienza sarà completa. Le leggi contro l’incitamento all’odio non riguardano l’odio, ma mirano a impedirti di esercitare la libertà di parola; devi avere il diritto di dire ciò che vuoi, che sia giusto o sbagliato, non fa alcuna differenza. Dio non ha avuto paura di concederti il diritto di parlare liberamente e, se leggi la Bibbia, vedrai che uomini e donne parlavano liberamente a Dio e si rivolgevano a Lui senza timore, e Lui lo accettava. Quello che devi sapere è che non si tratta di una legge contro l’incitamento all’odio, ma di una legge contro i discorsi che loro odiano. Non puoi permettere che l’evangelizzazione venga ostacolata nella tua città e nel tuo paese. Le nostre armi di guerra sono potenti, perché, quando preghiamo nel nome di Gesù Cristo, le cose accadono!! 1 Timoteo 6:12 Combatti la buona battaglia della fede, afferra la vita eterna, alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto una bella professione di fede davanti a molti testimoni. Ci sono molte persone che si concentrano sul proprio corpo fisico e hanno paura di combattere spiritualmente; la vera vita è spirituale, quindi non importa ciò che possiedi sul piano fisico, perché è inutile. Luca 12:15. Poi disse loro: «State attenti e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall'abbondanza dei beni che uno possiede, che egli ha la sua vita» Che le Sue parole guidino il tuo spirito, il tuo pensiero, formino la tua mentalità, le tue opinioni, le tue decisioni di vita sulla base della Sua parola e sarai sempre felice. Alleluia!!!!

September 07, 2026

IL MESE DI SETTEMBRE, IL MESE DELLA CRESCITA

Culto Globale con il nostro uomo di Dio, Rev. Dr. Chris Oyakhilome Il servizio di comunione è concepito come un tipo speciale di incontro, diverso dalle nostre normali funzioni domenicali; come sapete, esistono diversi tipi di incontri e lo scopo è fondamentale. Lo scopo di un raduno è sempre stato un argomento importante nelle Scritture; se studiate l’Antico Testamento, vedrete che quando Dio convocava il Suo popolo, era molto preciso riguardo allo scopo e poi istruiva il popolo sui diversi tipi di incontri, ognuno dei quali aveva uno scopo chiaramente definito. Una delle cose che il corpo di Cristo, da moltissimo tempo, deve ancora comprendere e mettere a punto è: PERCHÉ SI VA IN CHIESA? e COSA DOVREBBE ESSERE FATTO IN CHIESA? E così si tengono diversi tipi di incontri, tranne proprio quello che era al primo posto nei pensieri di Dio nelle Scritture; spero di poterne parlare presto durante uno dei programmi speciali di Loveworld, affinché la maggior parte del Corpo di Cristo giunga a questa conoscenza della verità e inizi ad apportare dei cambiamenti; e questi cambiamenti sono importanti soprattutto mentre ci avviciniamo alla venuta del Signore, perché ci sono cose che devono essere portate alla perfezione prima che Egli venga, ci sono cose che devono essere restaurate nella Casa di Dio prima che Egli venga. A prescindere da ciò che sapete su queste cose nel regno di Dio, non potete metterle in pratica, non potete realizzarle se non tramite lo Spirito Santo; pertanto, attendiamo con ansia ciò e correggeremo ciò che deve essere corretto. Vorrei leggervi alcuni passi delle Scritture riguardanti questo mese di settembre e poi celebreremo la comunione. Isaia 54:2-3 Allarga il luogo della tua tenda, si spieghino i teli della tua abitazione, senza risparmio; allunga i tuoi cordami, rafforza i tuoi picchetti! Poiché ti spanderai a destra e a sinistra; la tua discendenza possederà le nazioni e popolerà le città deserte. Vorrei che notaste nel terzo versetto a chi si rivolge e di chi sta parlando; andate a Galati 3:16 Le promesse furono fatte ad Abraamo e alla sua progenie. Non dice: «E alle progenie», come se si trattasse di molte; ma, come parlando di una sola, dice: «E alla tua progenie», che è Cristo. 29 Se siete di Cristo, siete dunque discendenza d'Abraamo, eredi secondo la promessa. È meraviglioso! Ora torniamo a ciò che abbiamo letto in Isaia 54:3. Chi è dunque la discendenza che erediterà le nazioni? Cristo; e se appartenete a Cristo, siete la discendenza di Abramo e quindi possedete le nazioni. Vorrei che andaste ad Atti 6:7 La Parola di Dio si diffondeva, e il numero dei discepoli si moltiplicava grandemente in Gerusalemme; e anche un gran numero di sacerdoti ubbidiva alla fede. Nel libro degli Atti 12:24 si legge: Intanto la Parola di Dio progrediva e si diffondeva sempre di più. Erode aveva perseguitato la chiesa al punto da uccidere Giacomo, fratello di Giovanni, e aveva poi cercato di arrestare anche Pietro, ma Dio liberò Pietro, perché la chiesa pregò; c’era quindi tantissimo odio verso la chiesa: la Bibbia dice che quando Erode uccise Giacomo, ciò piacque ai Giudei; c’era tantissimo odio, ma! la parola di Dio cresceva e si moltiplicava. Alleluia!!! Sempre nel libro degli Atti 19:20 Così la Parola di Dio cresceva e si affermava potentemente. È meraviglioso. Colossesi 1:9-10 Perciò anche noi, dal giorno che abbiamo saputo questo, non cessiamo di pregare per voi e di domandare che siate ricolmi della profonda conoscenza della volontà di Dio con ogni sapienza e intelligenza spirituale, 10 perché camminiate in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio. Meraviglioso! Diamo un’occhiata a 1 Pietro 2:2 come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza Wow, quindi se voglio crescere, posso desiderare il latte puro della parola e questo mi porterà alla crescita, è bellissimo, mi piace! Diamo un’occhiata a Efesini 4:14-15 affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l'astuzia loro nelle arti seduttrici dell'errore; 15 ma, seguendo la verità nell'amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. 2 Pietro 3:18 ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. A lui sia la gloria, ora e in eterno. Amen. La parola tradotta con «crescere» nei vari versetti che abbiamo letto deriva dal termine greco «Auxano». «Auxano» significa «crescere», «aumentare», «ingrandirsi», «espandersi», «diventare più grande». QUESTO MESE DI SETTEMBRE È IL MESE DELLA CRESCITA!!!! e crescerete, aumenterete, vi ingrandirete, vi espanderete e diventerete più grandi per mezzo della potenza dello Spirito Santo... questa è la vostra benedizione! Alleluia🙌. Ci sono due passaggi della Bibbia che ti aiuteranno ad apprezzare davvero ciò che sta accadendo per opera dello Spirito Santo in questo momento; il primo è Luca 1:80 Or il bambino cresceva e si fortificava nello spirito; e stette nei deserti fino al giorno in cui doveva manifestarsi a Israele. Un tempo ero un bambino, ma poi sono cresciuto, Alleluia! Un’altra cosa che puoi notare qui è che questo bambino crebbe e si fortificò nello spirito; alcune persone crescono ma non si fortificano nello spirito, Alleluia! C’è un altro bambino con una descrizione molto simile nello stesso libro, in Luca 2:40 E il bambino cresceva e si fortificava; era pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui. Avete notato che non tutti crescono e diventano forti nello spirito e pieni di sapienza? Dopotutto, riguardo al primo bambino di cui leggiamo, la Bibbia non dice che fosse pieno di saggezza; si rafforzò, è vero, ma non era pieno di saggezza; il secondo bambino, invece, era pieno di saggezza e la Bibbia dice: «e la grazia di Dio era su di lui». C’è dell’altro su questo bambino che voglio farvi vedere. Luca 2:52 E Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini. Se leggete attentamente i due versetti, noterete che quando dice che il bambino cresceva, non era ancora diventato un uomo, poiché il testo ci dice ciò che accadde dopo che ebbe raggiunto un certo livello di crescita. Da ragazzo, quindi, era pieno di saggezza, quella saggezza necessaria a un ragazzo della sua età. La maggior parte dei bambini raggiunge quell’età con una saggezza inferiore a quella di cui avrebbe bisogno, a causa della caduta dell’uomo, ma Gesù fu concepito dallo Spirito Santo e nacque da una vergine e non aveva subito gli effetti della caduta; era pieno di saggezza, di tutta la saggezza che gli serviva, e man mano che cresceva ne era pieno nella misura in cui poteva accoglierla (immaginate di avere una tazza e di riempirla d’acqua: beh, è piena! non può contenere altra acqua perché è una tazza. Ma se prendi un secchio, più grande della tazza, puoi versarci più acqua finché non si riempie, e quando è pieno non ne può più contenere), quindi aveva tutta la saggezza necessaria per il momento e, man mano che cresceva in statura, cresceva anche in saggezza! Da bambino, la grazia di Dio era su di lui, e poi ha iniziato a rapportarsi direttamente con Dio e con gli uomini, e così la Bibbia ci dice: «...e cresceva in grazia davanti Dio e agli uomini». Ora, essere in grazia davanti Dio e agli uomini non significa piacere a tutti (odiavano Gesù senza motivo). Non pensare che se sei buono con tutti, piacerai alla gente; puoi essere buono con il tuo prossimo e il tuo prossimo potrebbe comunque non apprezzarti. Sforzati di essere in pace con tutti gli uomini, ma non significa che anche gli altri saranno in pace con te, e se non ti apprezzano o non sono in pace con te, non significa che ci sia qualcosa di sbagliato in te. Non lasciarti mai influenzare dalle persone: l'unico che devi soddisfare è Gesù Cristo. Fai semplicemente ciò che è giusto: è questo che conta✨

August 29, 2026

LA TRAPPOLA DEL DOLCE E DEL SALATO: PRENDERE IL CONTROLLO DEI PERICOLI NASCOSTI NELL’ALIMENTAZIONE

Nel mondo frenetico di oggi, la praticità spesso influenza ciò che mangiamo. Snack confezionati, pasti da asporto e persino alcune opzioni apparentemente “salutari” possono aumentare inavvertitamente le quantità di zucchero e sodio che ingeriamo. Sebbene questi ingredienti migliorino il sapore e la conservabilità degli alimenti, se consumati in grandi quantità possono comportare significativi rischi per la salute a lungo termine. Il vero pericolo? Per lo più è sotto gli occhi di tutti. COME SI CELA LO ZUCCHERO Lo zucchero non si trova soltanto nei dolci, come nelle torte, nelle caramelle e nelle bevande zuccherate. Si nasconde anche in prodotti pubblicizzati come salutari: yogurt, barrette ai cereali, cereali per la colazione, succhi di frutta e persino condimenti per insalata. I produttori utilizzano spesso nomi diversi per indicare lo zucchero, come glucosio, fruttosio, sciroppo di mais, maltosio e destrosio, rendendone più difficile l’identificazione. Un consumo eccessivo di zucchero è fortemente associato all’aumento di peso, alla resistenza all’insulina e a condizioni croniche come il diabete di tipo 2 e le malattie cardiache. Può inoltre contribuire a cali di energia, desiderio intenso di cibo e problemi di igiene dentale. Poiché gli zuccheri liquidi, come quelli contenuti nelle bibite e nei succhi, non danno un senso di sazietà, possono portare ad assumere molte più calorie del necessario. L'INAVVERTITO ECCESSO DI SALE Il sale, o il sodio, è essenziale in piccole quantità, ma l’alimentazione moderna spesso ne contiene molto più del necessario. Gli alimenti trasformati, come noodles, zuppe in scatola, patatine, carni lavorate e fast food, sono tra i principali responsabili. Un consumo eccessivo di sodio aumenta il rischio di ipertensione, che può portare a malattie cardiache e ictus. Ciò che rende il sale particolarmente insidioso è che molti alimenti salati non hanno necessariamente un sapore “eccessivamente salato”, pur contenendo livelli elevati di sodio. Anche il pane, le salse e i condimenti possono contribuire in modo significativo all’apporto giornaliero di sodio. PERCHÉ È DIFFICILE RIDURNE IL CONSUMO Zucchero e sale non sono semplicemente esaltatori di sapidità: vengono utilizzati per rendere gli alimenti più appetibili e possono favorire un consumo ripetuto. Stimolano le risposte di piacere nel cervello, incoraggiandoci a consumarli ripetutamente. Con il tempo, le papille gustative si abituano, facendo sembrare insipidi gli alimenti naturali al confronto. Si crea così un circolo vizioso: più ne consumi, più ne desideri. COME RIPRENDERE IL CONTROLLO Liberarsi dagli zuccheri e dal sale nascosti non richiede diete estreme. Tutto inizia dalla consapevolezza e da piccoli cambiamenti costanti: • Leggi attentamente le etichette: controlla la presenza di zuccheri aggiunti e la quantità di sodio. In genere, liste degli ingredienti più brevi sono preferibili. • Cucina più spesso a casa: preparare i pasti autonomamente ti permette di avere il pieno controllo degli ingredienti utilizzati. • Scegli alimenti integrali e poco lavorati: frutta, verdura, cereali e proteine magre sono naturalmente poveri di zuccheri aggiunti e sale. • Limita gli alimenti trasformati: meno un alimento è confezionato e lavorato, minore è la probabilità che contenga additivi nascosti. • Rieduca le papille gustative: ridurre gradualmente zucchero e sale aiuta il palato ad adattarsi, rendendo più piacevoli i sapori naturali. • Presta attenzione alle bevande: sostituisci le bevande zuccherate con acqua, tisane o alternative senza zuccheri aggiunti. UN EQUILIBRIO PIÙ SANO Zucchero e sale non sono nemici: fanno parte di un’alimentazione equilibrata quando vengono consumati con moderazione. Il problema sta nel consumo eccessivo, spesso senza che ci se ne renda conto. Diventando più consapevoli di ciò che mangiamo e facendo scelte intenzionali, possiamo evitare la trappola del dolce e del salato. La salute a lungo termine non dipende soltanto da ciò che mangiamo occasionalmente, ma soprattutto da ciò che consumiamo ogni giorno. Piccoli cambiamenti fatti oggi possono portare a un futuro più sano e ricco di energia.